Ogni insieme di diritti nasce da un conflitto che si crea quando qualcuno compie o vuole compiere qualcosa che ha delle conseguenze su altre persone, con il favore di alcune di queste e l’opposizione di altre. Con o senza una lotta, si giunge ad un accordo o a un compromesso con il quale si definiscono i rispettivi diritti. Quello che voglio evidenziare in modo particolare è che la soluzione è essenzialmente la trasformazione del conflitto da un problema politico a una transazione economica. Una transazione economica è un problema politico risolto. L’economia ha conquistato il titolo di regina delle scienze sociali scegliendo come suo dominio quello dei problemi politici risolti. (Abba P. Lerner, 1972, The Economics and Politics of Consumer Sovereignty)

Nel lungo periodo, se non saremo davvero tutti morti, saremo ancora nel breve periodo. (Abba P. Lerner, 1962, Own Rates and the Liquidity Trap)

Affinché il sistema capitalista funzioni efficacemente i prezzi devono sostenere i profitti. (Hyman P. Minsky, 1986, Stabilizing an Unstable Economy)

Res tantum valet quantum vendi potest. (cfr. Karl Pribram, 1983, A History of Economic Reasoning)

L'unico rimedio per la disoccupazione è avere una banca centrale sotto il controllo pubblico. (cfr. John Maynard Keynes, 1936, The General Theory of Employment, Interest and Money)


N.B. Nel blog i link sono indicati in rosso: questo è un link.

giovedì 13 novembre 2014

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Terzo anniversario della capitolazione




Giorgio Napolitano  

Annuncio della decisione di affidare a Mario Monti l'incarico per la formazione del governo.

13 novembre 2011, tratto da qui.








Ho incontrato oggi i presidenti del Senato e della Camera e i rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari per raccogliere le loro opinioni sul modo di affrontare la crisi di governo apertasi con le dimissioni correttamente rassegnatemi dall’onorevole Berlusconi.
A tutti ho esposto, riscontrando un clima riflessivo e pacato, il mio convincimento che sia nell’interesse generale del paese sforzarsi di formare un governo che possa ottenere il più largo appoggio in Parlamento su scelte urgenti di consolidamento della nostra situazione finanziaria e di miglioramento delle prospettive di crescita economica e di equità sociale per il paese considerato nella sua unità.
L’urgenza di quelle scelte, a partire dalla concretizzazione delle misure già concordate in sede europea, deriva dalla gravità della crisi finanziaria e dei pericoli di regressione economica d’innanzi a cui si trovano l’Italia e l’Europa.
La particolare fragilità del nostro paese sta nell’altissimo debito pubblico accumulato nel passato.
E’ un peso che, visto il fortissimo rialzo degli interessi sui nostri buoni del Tesoro, e il ristagnare dell’attività economica, rischia di mettere a dura prova l’impegno dello Stato.
E’ perciò indispensabile recuperare la fiducia degli investitori e delle istituzioni europee operando senza indugio nel senso richiesto.
E’ una responsabilità che avvertiamo verso l’intera comunità internazionale a tutela della stabilità della moneta comune e della stessa costruzione europea oltre che delle prospettive di ripresa dell’economia mondiale
Da domani alla fine di aprile verranno a scadenza quasi 200 miliardi di euro di buoni del Tesoro e bisognerà rinnovarli collocandoli sul mercato.
Tentare in questo momento di evitare un precipitoso ricorso a elezioni anticipate e quindi un vuoto di governo è un’esigenza su cui dovrebbero concordare tutte le forze politiche e sociali preoccupate delle sorti del paese.
E’ in nome di questa esigenza che ho deciso di affidare al senatore professor Mario Monti l’incarico di formare un nuovo governo aperto al sostegno e alla [collaborazione] da parte sia dello schieramento uscito vincente dalle elezioni del 2008 sia delle forze collocatesi all’opposizione.
Lo schieramento vincente ha visto crescere negli ultimi tempi rotture e tensioni al suo interno e ridursi la sua base di maggioranza in Parlamento.
Come Capo dello Stato ho seguito con scrupolosa imparzialità questo travaglio rispettando il ruolo del presidente del consiglio e del governo in uno spirito di leale cooperazione istituzionale.
Non si tratta ora di operare nessun ribaltamento del risultato delle elezioni del 2008 né di venir meno all’impegno di rinnovare la nostra democrazia dell’alternanza attraverso una libera competizione elettorale per la guida del governo.
Si tratta soltanto, a tre anni e mezzo dall’inizio della legislatura, di dar vita a un governo che possa unire forze politiche diverse in uno sforzo straordinario che l’attuale emergenza finanziaria ed economica esige
Il confronto a tutto campo tra i diversi schieramenti riprenderà, senza che sia stata oscurata o confusa alcuna identità, appena la parola tornerà ai cittadini per l’elezione di un nuovo Parlamento.
Il tentativo che oggi propongo è difficile, lo so, dopo anni di contrapposizioni e di scontri nella politica nazionale e di molti inascoltati appelli alla moderazione, a un confronto non distruttivo, a una maggiore condivisione e coesione su scelte e obiettivi di fondo.
Ma, rispettando le posizioni di tutti e le decisioni che in definitiva spetteranno al Parlamento, confido che si voglia largamente incoraggiare, nell’incarico di formare il nuovo governo, il senatore professor Mario Monti, personalità indipendente, rimasta sempre estranea alla mischia politica e al tempo stesso dotata di competenze ed esperienze che ne fanno una figura altamente conosciuta e rispettata in Europa e nei più larghi ambienti internazionali.
E’ giunto il momento della prova, il momento del massimo senso di responsabilità.
Non è tempo di rivalse faziose né di sterili recriminazioni, è ora di ristabilire un clima di maggiore serenità e reciproco rispetto.
Operiamo tutti, nei prossimi mesi, per il bene comune, facendo uscire il paese dalla fase più acuta della crisi finanziaria.
Questo, credo, è ciò che l’Italia si augura.


[FINE]